Turn a desktop PC into a laptop

I have always estimated laptops for their compactness; they don’t take away too much space on the desk , they don’t need many wires, it is easy and handy move them around the house or bring them at school or work. Moreover they don’t cost too much lately.

Unfortunately the manufacturers  personalize them very much and this fact causes problems of compatibility in case of new upgrades and the impossibility to costumize the device when you buy it. Finally the rapport power/price is very disadvantage.

These considerations make me think about the possibility to miniaturize, as much as possible, each components in order to assemble a computer with the size of a laptop and performances of a desktop.
It could give the chance to have a laptop commensurate to our needs, cheap and completely upgradable during the years.

 

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It was too much expensive and risky buy each components, so I decide to “recycle” an unused computer.

It is an old AMD duron 900 MHz and 256 MB of ram PC 133  but its dimensions and pieces are similar to an actual pc.

I begin disassembling everything and analyzing the useless things. I preserve just one of the three  hard disks!

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I throw away the floppy disk reader and both cd reader on behalf of USB memory.

To better visualize all the obstructions, I use 2 sheets of steel and 4 screws to build a quick case-prototype.

Starting with a final case could have been limiting and expensive because it needs to be modify many times.

The serial ports gave me lots of problems so I decided to remove them definitively but very carefully.

I paid attention to the zones that I must unsolder and then I will go on with a long work with the solder.
I also remove the LAN connector’s port and the mouse ps2 input.

 

 

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HERE IT IS A GALLERY WITH SOME PHOTOS WORKING

 

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Now the motherboard’s thickness is just 25 mm!
Now it’s time to begin to assemble the external steel frame, obliged choice in order to reduce weights and guarantee a good heat exchange.

 

 

Ho utilizzato, per le parti laterali, dei profili rettangolari 30x5mm, mentre per il fondo ho preferito una lastra da 0,4mm sempre in alluminio.

Tutto è assemblato mediante viti e dadi, in modo tale da essere comunque disassemblabile in caso di necessità. Le viti sono comunque montate a scomparsa all’interno dei profili, così da permettere a lavoro terminato di poter stuccare ogni foro e renderle così invisibili.

Come visibile dalle foto a seguire, ho deciso di costruire il telaietto seguendo le dimensioni del mio portatile da 15″, con il quale trovate anche delle foto comparative.

 

 

 

L’ottimo risultato per ora ottenuto non è però gratuito: compattando così tanto scheda madre e hard disk, le due porte USB diventano inutilizzabili.

è diventata a questo punto indispensabile un’ulteriore modifica alla scheda madre. Analogamente a quanto fatto in precedenza, ho cercato i pin relativi alle porte USB e quindi saldato una presa esterna, recuperata da un vecchio cavo abbandonato nel cassetto.

A questo punto, visto che la scheda madre supporta nativamente solo due prese USB ma una è già di fatto occupata dalla chiavetta wireless, ho smontato un vecchio hub con alimentazione esterna, dissaldato come in precedenza fatto i connettori originali che occuperebbero spazio inutile e saldato i cavi dati e di alimentazione.

Con del nastro isolante tengo quindi in posizione i cavi per evitare che muovendoli rovinino le delicate saldature.

 

è arrivato quindi il momento di lavorare sul dissipatore del processore.

una volta prese le necessarie misure, ho aumentato la superficie con dell’alluminio da 0,8mm e accorciato l’altezza del pettine per poterlo montare all’interno del mio case. il dissipatore è quindi collegato con il telaietto esterno, per meglio smaltire il calore in eccesso.

Una prova dal bios delle temperature raggiunte dal processore mi ha dimostrato la bontà del nuovo dissipatore modificato.

 

Si continua allora verificando per l’ennesima volta la disposizione dei componenti.

In foto sono visibili la scheda made con dissipatore modificato, l’hub, l’hard disk e la chiavetta wifi

 

 

Gli ultimi elementi a provocare disturbo all’interno del case sono le schede ram.

Inizialmente avevo pensato di rovesciare tali schede parallelamente alla scheda madre, ma l’inesistenza di adattatori e la difficoltà di saldare 188 cavi in uno spazio così ridotto mi ha portato in una fase di stallo.

Fortunatamente per puro caso sono riuscito a reperire in inghilterra una rara ram pc133 low profile, alta esattamente 10mm in meno rispetto a quelle classiche, cioè esattamente quanto mi serviva per poter rimanere in uno spessore totale di 30mm.

A questo punto al case principale mancano solo il touchpad e la tastiera, ma a questi penserò in seguito, preferendo concentrarmi sul monitor.

Inizialmente ero indirizzato nell’utilizzo di un monitor proveniente da un vecchio portatile, ma dopo giorni di google ho scoperto che tale via si sarebbe rivelata impercorribile, visto che il segnale inviato dalla scheda video di un portatile è digitale, invece che analogica come in un monitor classico. In definitiva, il display di un portatile comunica esclusivamente con la scheda video del portatile stesso e non compatibile con altre piattaforme.

La soluzione è quindi quella di utilizzare un monitor classico, anche se molto più ingombante. Alla fiera dell’elettronica sono riuscito a recuperarne uno da 15″ usato a qualche euro, con alimentatore esterno.

 

 

Eliminato tutto ciò che non serve, tra le varie plastiche, speaker e telaietti in acciaio, mi sono rimasti solo display, lampade, la scheda e l’inverter.

Posizionato quindi sopra al case, ho preso ancora misure e costruito un secondo telaietto in alluminio (questa volta più sottile) nello stesso modo di prima.

 

 

Una prova generale del tutto ha evidenziato problemi con la retroilluminazione, che avvicinandola troppo al display causa delle zone più luminose di altre. Penso di riuscire a risolvere il problema con dei layer di plastica opaca.

 

 

(IN PROGRESS)